DANZARE IN SALA, DANZARE NEL MONDO

Il blog di Marta Zacchigna sulla Danza di Ricerca

KAIROS. TRATTENERSI SULLA SOGLIA

Il tempo dell'adesso- workshop di consapevolezza e danza contemporanea con Marta Zacchigna

“Dalla ripetizione automatica al gesto eternamente nascente.”

La finezza linguistica corrisponde sempre ad una finezza di pensiero. Gli antichi greci avevano tre modi per nominare il tempo: kronos, il tempo misurabile e progressivo che si conta per secondi, minuti, ore, aion, il tempo dell’essere, della durata e della continuità cosmica, vicino al nostro concetto di infinito ma in senso qualitativo non di quantità, e kairos, un tempo di sorpresa e meraviglia che si manifesta come un’apertura, una intuizione fulminea.

La danza, che si serve del tempo e dello spazio per esprimersi, ci consente di fare un’esperienza reale, fisica, percettiva di queste tre dimensioni mentre spesso la vita ordinaria ci inchioda ad un tempo soprattutto cronologico fatto di impegni e scadenze dove la sensazione è quella di abitare in una costante “anticipazione”. A volte questo stato ci porta in qualche modo “fuori dal tempo” o meglio, in una scansione circolare, automatica, ripetitiva dove non riusciamo a percepire l’esperienza del nuovo e dunque dove il mondo che diviene sotto i nostri occhi smette di essere sorpresa, incanto, grazia del respirare, del vedere e del partecipare dei piccoli grandi eventi intorno a noi.

La danza ha la capacità di spezzare questa sorta di “eternità cieca” per restituire al corpo la possibilità di vivere tutte le declinazioni del tempo: il danzatore infatti vive il tempo di kronos ogni volta che si prepara alla danza: attenzione alla dinamica del respiro, percezione della propria centratura e del proprio stato di presenza, organizzazione del proprio corpo e delle proprie parti, attivazione di un stato di padronanza, pronto a dare avvio al movimento organico e continuo.

Il kairos è uno stato che arriva dopo che lo scorrimento di kronos è diventato ritmico: il corpo non muove più in una dimensione cronologica, per così dire, ordinaria, ma costruisce delle partiture conducendo progressivamente il movimento nello stato di flow. Quando la sensazione di continuità diventa “autosostenente” e il danzatore può togliere l’attenzione alla complessità del suo panorama percettivo, si apre il tempo della leggerezza, della facilità e dell’intuizione. In questo nuovo tempo vive come una sospensione, si svuota e allo stesso tempo di densifica, fino a quando il gesto o l’idea di movimento non precipita nel corpo del danzatore fuori dalla sua “intenzionalità”. A quel punto il movimento non è più organizzato, premeditato e agito ma nasce in modo spontaneo, come un germoglio dalla terra, da una consonanza immediata di percezione e azione.

Successivamente arriva aion, un tempo che stabilizza il sentire percettivo del danzatore dentro ad un’eternità aperta, generativa che evoca il concetto di gioia. Uno stato eternamente nascente sospinge il movimento sottraendolo da qualsiasi fine o tensione verso qualcosa. A quel punto questa qualità straordinaria del tempo si manifesta quando il movimento stesso smette di essere un evento nel tempo e diventa il tempo stesso che si manifesta attraverso il corpo di colui che danza.

Ma come può il danzatore tradurre questo sapere in pratica danzata?

Programma della masterclass 

> Lo spazio sospeso del respiro 
Dopo alcune pratiche di rilascio nel peso e nella gravità, organizzeremo il nostro sentire. Esploreremo poi ciò che accade tra un’inspirazione e un’espirazione per incontrare quello spazio in mezzo dove il corpo si trattiene su una soglia. Questo confine che inanella una fine con un nuovo inizio ha in realtà una sua peculiarità percettiva che impareremo a riconoscere. Proveremo poi a espandere questo “vuoto” lasciandoci sorprendere da una nuova qualità di ascolto che ci restituirà in modo chiaro la differenza qualitative tra le tre diverse fasi. A quel punto inspiro, sospensione ed espiro diventeranno il motore di una prima dinamica di movimento. Saremo qui dentro a un kronos organizzato. 

> Trattenersi sulla soglia
Appoggiando il respiro al movimento porteremo le tre qualità del respiro nel gesto accorgendoci di come l’inspirazione corrisponda ad una percezione di salita, intenzionalità, direzione, l’espirazione in una sensazione di caduta, precipitazione, diffusione e la sospensione in uno stato di vuoto fertile dove il movimento accade, prende avvio, si disvela. Sperimenteremo qui la potenza del kairos. In questa fase il gesto non è ancora compiuto ma vive e vibra nella ricchezza del suo potenziale.

> La meraviglia di un incontro aperto
Man mano che procederemo sentiremo come la piena partecipazione del gesto, che prevede il susseguirsi continuo di un’azione/intenzione di una rilascio/caduta e di un vuoto pieno di possibilità ci condurrà verso quello che definisco “astato eternamente nascente” che si manifesta quando il danzatore la danza come un’esperienza di unificazione con il tempo, lo spazio , gli altri corpi presenti in sala.  Esploreremo infine quel territorio di attesa percettivamente densa che guida il dialogo tra due danzatori. In quel momento di scambio dove il gesto dell’uno si inanella in quello dell’altro i corpi muovono allora in un’apertura che lascia spazio alla sorpresa continua e alla meraviglia. In questo orizzonte degli eventi i gesti dei danzatori diventano allora un’unica dinamica un unico fraseggio: un gesto danzato che si fa gesto del mondo e che contiene tutte le dimensioni del tempo cosìcchè è possibile per il danzatore muovere, allo stesso tempo, in un punto di concentrazione infinitamente piccolo e in universo in espansione.

Vuoi iscriverti alla masterclass Kairos. Abitare il vuoto?
Scrivi a marta@danzadiricerca.com per sapere in che data sarà programmata.

firma di marta zacchigna

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Immagine di Marta Zacchigna

Marta Zacchigna

Diplomata al Centro Internazionale Movimento e Danza di Milano. Laureata Magistrale in DAMS - Facoltà di Lettere e Filosofia 2009 (Università degli studi di Udine) e Laureata Magistrale in Filosofia 2026 (Università degli Studi di Trieste) con una Tesi di Laurea dal titolo "La danza tra visibile e invisibile", lavora come danzatrice e formatrice. È fondatrice del centro di ricerca Dancing House in Via del Monte 2 a Trieste. CONTATTI / marta@danzadiricerca.com / +39 339 1952458

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