“Quando il passo diventa un atto filosofico, l’affermazione di una nuova umanità”
Il 13 giugno 2026 alle ore 19, il centro di ricerca in danza contemporanea Dancing House presenta sul Molo Audace di Trieste la terza edizione di “Onda – Azione danzata”, performance site-specific ideata nel 2023 da me e Sara Todeschini.
“Onda” è un progetto didattico e performativo che coinvolge performer non professionisti, provenienti da età, percorsi e background differenti, riuniti da un lungo percorso di ricerca che dura nove mesi. Al centro della performance vi è una camminata estremamente rallentata, ma profondamente intensa e presente, capace di trasformare il gesto più quotidiano – quello del camminare appunto – in un’esperienza poetica, partecipata e contemplativa.
Il cammino di Onda, provocatorio e rivoluzionario, vuole lanciare un messaggio forte di contrapposizione alla velocità distratta del ritmo urbano contemporaneo: si tratta di un passo che non è orientato verso una destinazione, ma che diventa esso stesso luogo di esperienza, una pratica costante del qui e ora che diventa anche azione filosofica.
Nell’azione performativa di Onda anche lo sguardo si fa più largo abbandonando gli schermi dei device e degli smartphone per tornare all’orizzonte e recuperare un rapporto più pieno e sensibile con il mondo. La camminata lavora inoltre sul tema della relazione e dell’interdipendenza tra i corpi. I danzatori sono infatti connessi attraverso un particolare contatto fisico che permette di percepire anche le più piccole variazioni e i micro-spostamenti reciproci.
Ne nasce un grande abbraccio collettivo, continuo e autentico, che si oppone al mito dell’individualismo e della prestazione, restituendo centralità all’ascolto, alla vicinanza e alla connessione umana che si rende visibile appunto attraverso l’immagine di un’onda fluida costituita da un corpo collettivo che respira e muove in modo sincronizzato.
Così l’onda diventa anche immagine universale del divenire, un organismo vivo e pulsante che si forma e si dissolve incessantemente, ricordando come nulla sia realmente statico. Attraverso questa metafora, la performance invita anche il pubblico – libero di muoversi nello spazio performativo – a riconoscersi come parte integrante di un cosmo dinamico e costantemente interconnesso.
Durante il percorso, i corpi alterneranno momenti verticali a sequenze al suolo, assumendo qualità acquatiche che evocano il fondale marino, tra alghe, anemoni e forme organiche sommerse. La relazione tra i corpi modifica lo spazio circostante e genera una temporalità sospesa, più ampia e sensibile, capace di restituire meraviglia, lentezza e respiro.
La scelta del Molo Audace risponde a una scelta precisa: valorizzare il Molo nel suo valore simbolico che è quella di offrire un luogo isolato dalla città dove ritrovare calma e pienezza, un luogo di confine tra la terra, il mare e il cielo.
Onda è un’azione danzata” perché è, prima di tutto, una pratica che invita il pubblico a riscoprire il potere trasformativo della lentezza e della contemplazione, il solo che può inaugurare anche una nuova umanità, più attenta, più sensibile, più unita. Il progetto nasce da una chiamata aperta rivolta alla cittadinanza e si fonda proprio sull’idea di costruire nel tempo un appuntamento annuale sempre più partecipato.
L’evento si terrà sabato 13 giugno alle ore 19 sul Molo Audace e avrà una durata di circa un’ora. Il molo resterà accessibile per tutta la durata della performance e il pubblico potrà attraversare e abitare liberamente lo spazio performativo avvicinando anche i performer.
Le onde 2026 sono: Francesco Facca, Sara Todeschini, Arta Sulaj, Luana Topini, Massimiliana Viezzoli, Monica Toso, Anna Simo Kenmogne, Francesca Torossi, Marta Zacchigna, Antonella Barbieri, Laura Michelazzi, Silvia Moroni, Ruzanna Lee, Miranda Saulich. Durante l’evento i performer saranno accompagnati dalla viola di Elisabetta Chiappo.


