DANZARE IN SALA, DANZARE NEL MONDO


Pensieri, pratiche e sguardi
intorno alla danza contemporanea e di ricerca


progetto editoriale a cura di Marta Zacchigna

SFERA. DANZARE A PARTIRE DA UN’ICONA ASSOLUTA

Scorrimento, ritmo, spazialità ma anche pienezza, inesauribilità, infinito: sono queste le parole che più si associano all’immagine della sfera. Questa figura ha caratteristiche uniche che la differenziano da tutti gli altri solidi (non ha spigoli, né angoli, né fughe) e per questo mantiene una sua speciale seduzione legata alla possibilità di evocare universalmente il principio della totalità e dell’infinito.

Si ha in effetti un moto spontaneo di stupore e meraviglia ogni volta che qualcosa appare dentro a una sfera: nel suo orizzonte immaginativo riponiamo i nostri ricordi, i nostri sogni, le proiezioni sul nostro futuro.

Il valore della sfera dunque non è solo geometrico ma anche filosofico, esso infatti regola a diversi livelli le leggi di microcosmo e macrocosmo: il suo principio dinamico governa la danza degli atomi fino al moto delle galassie in espansione mentre le spirali possiamo incontrare nell’elica del DNA, nelle conchiglie, nella forma degli uragani, nella struttura di molte piante e persino nella costituzione del nostro stesso corpo.

Dal punto di vista della pratica danzata, uno degli aspetti più interessanti di cui si fa visione la sfera, è quello del dinamismo: che si tratti del nostro percepire più sottile o della massima apertura nello spazio, il nostro corpo appunto vive e pulsa costantemente in una logica sferizzante. Ma come utilizza concretamente un danzatore il paradigma della sfera? Come fa a trasferire nel corpo la sua potenza? Questa masterclass nasce da questa domanda. 

Il Corpo – Sfera
Ogni nostro movimento, anche il più ordinario, si genera a partire da sistemi biologici (fasciali, muscolari, articolari) di natura sferica. Il movimento naturale dunque è sempre movimento sferico anche quando non è consapevole: lo sguardo, il nostro camminare, persino il nostro cadere, sono iscritti in questo orizzonte curvilineo che ci permette di relazionarci all’ambiente in modo armonico e naturale. Quello che fa un corpo danzante rispetto ad un corpo comune però è rendere consapevole e dunque visibile questa natura. E come lo fa? A partire dal respiro, e, successivamente, attivando via via tutti le sfere articolari che permettono l’articolazione del movimento. 

Così il corpo danzante diventa un sistema perfettamente compiuto, capace di restituire quel senso di totalità che trasforma il nostro essere fisico in un sistema orientato, forte e “attivo” dove tutte le parti partecipano intenzionalmente di un movimento integrale.

Sfere nello spazio
Una volta conquistato lo stato di fluidità della dimensione sferica, il corpo può allora avventurarsi nello spazio e fare esperienza di altre sfere (aptica, ambientale, relazionale). Tutti noi inconsapevolmente ci muoviamo quotidianamente in questi confini invisibili ma raramente li attraversiamo con presenza e consapevolezza. Il fraseggio nello spazio sarà allora costituito da un’immagine dinamica di sfere espandibili che si sovrappongono, si intersecano, si fondono insieme.

Apertura immaginativa
Il nostro muovere sferizzato però non risiede solo nella possibilità di donare al corpo una qualità consapevole, fluida e armonica ma permette anche di aprire  il pensiero e la visione perché ogni volta che il corpo fisico si orienta verso una nuova esperienza di sensitività e di propriocezione integrata genera anche nuovi pattern e nuovo pensiero. Allora un respiro ritrovato può rivelare finalmente un’intuizione tanto attesa, l’allungamento di un braccio rimetterci in connessione con la nostra capacità di afferrare le cose del mondo anche quando non sono vicinissime, muovere ritmicamente il bacino riaccendere il nostro desiderio e la nostra potenzialità creativa.

La sfera del danzatore diviene allora al suo massimo grado: una dinamica fluida ed ecologica che si espande da un centro verso una periferia che si spostano continuamente: alla fine, la sfera abiterà allora non solo la dinamica del nostro fare, ma anche quella del nostro pensare e del nostro immaginare consentendo un’apertura totale, un nuovo modo di abitare il gesto, in sala e nel mondo. 

firma di marta zacchigna

Diritti d’autore e data certa

Tutti i contenuti pubblicati sul sito danzadiricerca© (danzadiricerca.com) e nell’ambito del progetto editoriale Appunti Dinamici. Pensieri, pratiche e sguardi intorno alla danza contemporanea e di ricerca, di cui è autrice Marta Zacchigna, sono tutelate dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore. Tutti i contenuti pubblicati sul sito, compresi tutti gli articoli sono opere originali integralmente frutto della creatività dell’autrice e sono realizzati senza l’uso di sistemi di generazione automatizzata e sono depositati con data certa, quale documentazione della loro esistenza e paternità alla data del deposito. È vietata, senza la preventiva ed espressa autorizzazione dell’autrice, qualsiasi forma di copia, riproduzione, pubblicazione, diffusione, distribuzione, redistribuzione o riutilizzo, totale o parziale, dei contenuti, con qualsiasi mezzo o formato. La riproduzione non autorizzata, anche parziale o mediante rielaborazione sostanziale, costituisce una violazione dei diritti dell’autrice. L’eventuale indicazione della fonte o del nome dell’autrice non autorizza la riproduzione o la ripubblicazione dei contenuti. In caso di utilizzo non autorizzato, l’autrice si riserva di tutelare i propri diritti nelle sedi competenti, anche mediante la documentazione relativa alla data certa dei contenuti e alla loro paternità. Per richieste di riproduzione, pubblicazione o utilizzo dei contenuti è necessario contattare preventivamente l’autrice e ottenere un’autorizzazione espressa. © 2026 Appunti Dinamici. Pensieri, pratiche e sguardi intorno alla danza contemporanea e di ricerca. Tutti i diritti riservati.

Immagine di Marta Zacchigna

Marta Zacchigna

Diplomata al Centro Internazionale Movimento e Danza di Milano. Laureata Magistrale in DAMS - Facoltà di Lettere e Filosofia 2009 (Università degli studi di Udine) e Laureata Magistrale in Filosofia 2026 (Università degli Studi di Trieste) con una Tesi di Laurea dal titolo "La danza tra visibile e invisibile". Lavora come danzatrice e formatrice. È fondatrice del centro di ricerca Dancing House in Via del Monte 2 a Trieste. CONTATTI | marta@danzadiricerca.com | +39 339 1952458

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