DANZARE IN SALA, DANZARE NEL MONDO


Pensieri, pratiche e sguardi
intorno alla danza contemporanea e di ricerca


progetto editoriale a cura di Marta Zacchigna

L’imponderabile improvviso. Accogliere la grazia dell’istante.

“non possiamo chiedere all’arcobaleno di apparire”

Può accadere nel flow di movimento, tra un respiro e l’altro, quando un gesto devia in una direzione inaspettata, può essere un impulso che nasce da un luogo del corpo che non sai localizzare, durante una spirale, in un breve abbandono alla gravità.

È il momento in cui nella danza l’intenzione di movimento (la volontà di portare il corpo in una certa direzione,forma, energia) si affievolisce e il gesto accade quasi a rivelare una sua volontà di esistere, una sua “necessità”.

Sono gli imponderabili improvvisi. Gesti, forme, dinamiche inattese di movimento ma anche nuovi pensieri, nuovi sguardi sul mondo che non avevi previsto e che, in un baleno, emergono con una chiarezza inattesa.

Erano impensabili, fino a qualche momento prima, e ora sono apparsi.

L’imponderabile improvviso non è qualcosa che prepari o predisponi, non appartiene al mondo ordinario, e non ha un fine, è qualcosa che invece interrompe un pattern, un’abitudine, una postura, che porta fuori, e che guida dentro ad una composizione nuova, fluida, già perfettamente integrata, sia essa una forma che prende il corpo, un pensiero o una visione.

Ma è anche il momento in cui il corpo non avverte più un prima e un dopo ma riesce a percepire una istantaneità: in quel momento non ricordi il movimento precedente e non hai ancora un’idea chiara del gesto che verrà.

Ma cosa significa davvero imponderabile improvviso? Qui l’etimologia ci conduce dentro ad una suggestione potente: l’imponderabile è ciò che emerge senza essere stato programmato, un evento del corpo che non hai potuto anticipare ma che, una volta accaduto, riconosci come vero, autentico mentre improvviso deriva da in (non) pro-videre, “non vedere prima”, e implica uno sguardo che interrompe l’urgenza di premeditare, di sapere con anticipo.

In quello spazio-tempo privo di tensione qualcosa si libera. E questo qualcosa è il presente stesso, una dimensione che non è più divisa tra memoria e anticipazione, tra aspettativa e proiezione, tra programmazione e messa in forma. 

Nella danza questi momenti sono importanti perché permettono al danzatore di mantenersi nel solco di un’apertura ovvero di rallentare, di non precipitarsi, e soprattutto di coltivare uno spazio di non sapere rinunciando ad esempio al controllo sulla forma, sulla dinamica, sulla composizione che finalmente può prendere una vita sua.

Ma questa possibilità di vivere l’imponderabile istantaneo non appartiene soltanto alla danza, è piuttosto un’attitudine che dovremmo coltivare, un’attenzione al presente: significa sottrarsi, almeno per un momento, all’automatismo, sospendere i pensieri già pensati, i gesti già conosciuti, le reazioni già predisposte, le risposte che arrivano prima ancora che la domanda sia stata compiutamente formulata.

Nella danza l’imponderabile non è l’opposto della tecnica, non significa muovere confusamente aspettando che qualcosa accada, anzi, è ciò a cui la tecnica può condurci, quando viene davvero assimilata, è la deviazione da un sistema consolidato ma appunto aperto, generativo.

Il corpo “sa” ma non perché conosce qualcosa di finito, concluso, chiuso in se stesso, ma perché torna a sentire il dinamismo del qui e ora spegnendo la ripetizione e ritrovando il ritmo vivo dell’esistenza.

Come cogliere allora questi imponderabili anche nella nostra vita quotidiana?

Alle volte bastano atti semplici: osservare i nostri automatismi quotidiani con benevolenza, senza giudicarli ma riconoscendoli, coltivare spazio di non reazione, soffermarsi sul sentire del corpo e non solo sul prodotto del pensiero, tollerare di non sapere, accogliere il fatto che tutto ciò che non conosciamo non è una minaccia, lasciare che ciò che accade ci trasformi e rimetta in discussione i nostri assiomi.

Solo così possiamo tornare a vivere con pienezza: se non possiamo chiedere all’arcobaleno di apparire, possiamo però fermarci e respirare quando sentiamo che un cielo di nuvole e pioggia e sole lo sta predisponendo, e alzare lo sguardo quando lo vediamo comparire nel cielo, grati di essere nella possibilità di coglierlo nella sua grazia, transitoria e impermanente.

firma di marta zacchigna

Diritti d’autore e data certa

Tutti i contenuti pubblicati sul sito danzadiricerca© (danzadiricerca.com) e nell’ambito del progetto editoriale Appunti Dinamici. Pensieri, pratiche e sguardi intorno alla danza contemporanea e di ricerca, di cui è autrice Marta Zacchigna, sono tutelate dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore. Tutti i contenuti pubblicati sul sito, compresi tutti gli articoli sono opere originali integralmente frutto della creatività dell’autrice e sono realizzati senza l’uso di sistemi di generazione automatizzata e sono depositati con data certa, quale documentazione della loro esistenza e paternità alla data del deposito. È vietata, senza la preventiva ed espressa autorizzazione dell’autrice, qualsiasi forma di copia, riproduzione, pubblicazione, diffusione, distribuzione, redistribuzione o riutilizzo, totale o parziale, dei contenuti, con qualsiasi mezzo o formato. La riproduzione non autorizzata, anche parziale o mediante rielaborazione sostanziale, costituisce una violazione dei diritti dell’autrice. L’eventuale indicazione della fonte o del nome dell’autrice non autorizza la riproduzione o la ripubblicazione dei contenuti. In caso di utilizzo non autorizzato, l’autrice si riserva di tutelare i propri diritti nelle sedi competenti, anche mediante la documentazione relativa alla data certa dei contenuti e alla loro paternità. Per richieste di riproduzione, pubblicazione o utilizzo dei contenuti è necessario contattare preventivamente l’autrice e ottenere un’autorizzazione espressa. © 2026 Appunti Dinamici. Pensieri, pratiche e sguardi intorno alla danza contemporanea e di ricerca. Tutti i diritti riservati.

Immagine di Marta Zacchigna

Marta Zacchigna

Diplomata al Centro Internazionale Movimento e Danza di Milano. Laureata Magistrale in DAMS - Facoltà di Lettere e Filosofia 2009 (Università degli studi di Udine) e Laureata Magistrale in Filosofia 2026 (Università degli Studi di Trieste) con una Tesi di Laurea dal titolo "La danza tra visibile e invisibile". Lavora come danzatrice e formatrice. È fondatrice del centro di ricerca Dancing House in Via del Monte 2 a Trieste. CONTATTI | marta@danzadiricerca.com | +39 339 1952458

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