L’orizzonte pedagogico e tecnico della Danza di Ricerca è molto preciso e tiene sempre insieme tre aspetti fondamentali: la pratica danzata contemporanea, la neurofisiologia del movimento e la filosofia. Come?.
La danza contemporanea offre tecniche e pratiche di movimento spesso destrutturate, che non mirano semplicemente all’acquisizione di una forma, ma aprono alla ricerca di un movimento inedito e generativo. Il corpo viene messo nella condizione di ascoltare, percepire e produrre possibilità proprie. Particolare attenzione viene data all’esperienza del flow, una condizione di integrazione tra attenzione, percezione, intenzione e azione, nella quale il movimento può diventare più fluido, continuo e consapevole. In un parola: autenticamente danzato.
La neurofisiologia del movimento studia i processi fisiologici che permettono di percepire, organizzare e realizzare il movimento. Nella Danza di Ricerca questa conoscenza entra nell’esperienza concreta dell’organicità del corpo: osserviamo come il sistema percettivo e neuromotorio organizza intenzione e azione e come il corpo integra le informazioni interne ed esterne modificando continuamente il rapporto on lo spazio, il tempo e l’ambiente.
La filosofia, infine, orienta la ricerca verso il senso di ciò che accade. Se il danzatore è un essere totale — fisico, psichico e spirituale — la pratica danzata diventa anche un modo di interrogare continuamente il proprio rapporto con il tempo, con lo spazio, con se stessi, con gli altri. Non si danza soltanto per conoscere meglio il proprio movimento, si usa il movimento come pratica di conoscenza dell’essere umano nella sua totalità.
Che significato alla parola ricerca?
Ricerca non significa assenza di struttura. Significa che la struttura viene utilizzata per aprire una domanda e non per arrivare a una risposta prestabilita. Significa ad esempio non memorizzare una sequenza di movimento, ma esplorare cosa succede al gesto quando cambia il rapporto con il peso, con la gravità, con il respiro, con lo spazio, con un altro corpo. La consegna è sempre precisa, ma la risposta non è già scritta.
Concretamente, quali differenze rispetto un corso di danza tradizionale?
Movimento destruttrato
La prima differenza è che non vengono proposte lezioni tutte uguali perché non si lavora sua uno stile da imparare e riprodurre.La Danza di Ricerca non vuole “calare” un linguaggio precostituito sul corpo di chi danza. Non vuole insegnare semplicemente una forma, una sequenza o una tecnica da copiare. Vuole, piuttosto, accompagnare ogni persona dentro una personale esperienza ed espressione di movimento. Per questo parliamo di un movimento non imitativo, ma generativo. L’obiettivo è mettere chi danza nella condizione di poter creare un movimento a partire da un corpo che impara a organizzarsi, ad ascoltarsi, a sentire ciò che accade al proprio interno. Non è esercizio, è esperienza.
L’importanza del flow
Uno dei concetti che ci accompagnano è quello di flow: una condizione in cui il movimento non è semplicemente una successione di azioni, ma diventa un fluire continuo e consapevole. Il corpo si muove, ma contemporaneamente percepisce, ascolta, sceglie e si orienta. Il flow permette al danzatore di fare davvero una esperienza di continuità e di attraversare la danza come uno stato del corpo e non come un esercizio da imparare. Nello stato di flow infatti il movimento prima si produce e poi si conosce, e non viceversa.
Centralità della relazione
In questo percorso l’aspetto relazionale è fondamentale. L’altro non è semplicemente qualcuno con cui condivido la sala o con cui eseguo una sequenza di gesti o una sincornia di movimento. L’altro mi restituisce a me stesso perché attraverso la relazione con il diverso da me posso scoprire qualcosa che da solo forse non avrei incontrato. Lo sguardo, la presenza, il contatto, la vicinanza o la distanza, la risposta dell’altro aprono ogni volta possibilità nuove e inedite che diventano evolutive per ciascuno. Il gruppo diventa allora un’occasione per conoscere dinamiche nuove.
Composizione, non coreografia
La coreografia può essere qualcosa che esiste prima del momento della danza e che il danzatore è chiamato a riprodurre. Nella composizione, invece, diamo valore a ciò che nasce nel presente vivo della danza: alle relazioni, alle scelte, agli incontri e alle possibilità che emergono mentre stiamo danzando. Per questo la Danza di Ricerca utilizza molto pratiche di improvvisazione e instant composition.
La Danza come percorso conoscitivo.
La danza è un linguaggio che rivela. Ogni movimento rende visibile a noi stessi qualcosa del nostro modo di stare al mondo. Per questo ogni consegna, ogni esplorazione diviene un campo di interrogazione, un modo per conoscere le proprie risposte autoamatiche e quindi anche le proprie comfort zone e per superarla, rimetterla in gioco. Un vero danzatore porta la sua esperienza anche nel mondo, fuori dalla sala danza.
Ecco perché la Danza di Ricerca è un percorso diverso da un corso di danza tradizionale.
La premessa non è diventare bravi a fare qualcosa che è stato prestabilito, ma conquistare sempre maggior padronanza aprendosi alla ricchezza del nuovo.


