L’orizzonte pedagogico e tecnico della Danza di Ricerca® è molto preciso e tiene sempre insieme tre aspetti fondamentali: la pratica danzata contemporanea, la neurofisiologia del movimento e la filosofia.
Tecniche di danza contemporanea
La danza contemporanea offre tecniche e pratiche di movimento spesso destrutturate, che non mirano semplicemente all’acquisizione di una forma, ma aprono alla ricerca di un movimento inedito e generativo. Il corpo viene messo nella condizione di ascoltare, percepire e produrre possibilità proprie. Particolare attenzione viene data all’esperienza del flow, una condizione di integrazione tra attenzione, percezione, intenzione e azione, nella quale il movimento può diventare più fluido, continuo e consapevole. In un parola: autenticamente danzato.
Neurofisiologia del movimento
La neurofisiologia del movimento studia i processi fisiologici che permettono di percepire, organizzare e realizzare il movimento. Nella Danza di Ricerca questa conoscenza entra nell’esperienza concreta di un sentire organico del corpo: osserviamo come il sistema percettivo e neuromotorio organizza intenzione e azione e come il corpo integra le informazioni interne ed esterne modificando continuamente il rapporto on lo spazio, il tempo e l’ambiente.
Filosofia, quella vera
La filosofia, infine, orienta la ricerca verso il senso di ciò che accade. Se il danzatore è un essere totale — fisico, psichico e spirituale — la pratica danzata diventa anche un modo di interrogare continuamente il proprio rapporto con il tempo, con lo spazio, con se stessi, con gli altri. Non si danza soltanto per conoscere meglio il proprio movimento, si usa il movimento come pratica di conoscenza dell’essere umano nella sua totalità. Il pensiero filosofico e i diversi autori offrono chiavi di lettura sull’io che danza come “materia e forma” in costante divenire.
Ricerca non significa assenza di struttura
Significa che la struttura viene utilizzata per aprire una domanda
Aprire una domanda serve a non arrivare precipitosamente a una conclusione. Per questo motivo solitamente non si memorizza una sequenza di movimento, ma si esplora piuttosto cosa succede al gesto quando cambia il rapporto con il peso, con la gravità, con il respiro, con lo spazio, con un altro corpo. La consegna è sempre precisa, ma la risposta è sempre diversa.
Concretamente, quali differenze rispetto un corso di danza tradizionale?
Movimento destruttrato
La prima differenza è che non vengono proposte lezioni uguali perché non si lavora sua uno stile da imparare e riprodurre. La Danza di Ricerca non vuole “calare” un linguaggio precostituito sul corpo di chi danza né insegnare semplicemente una forma, una sequenza o una tecnica da copiare. Vuole, piuttosto, accompagnare ogni persona dentro una personale esperienza ed espressione di movimento. Per questo parliamo di un movimento non imitativo, ma generativo.
L’importanza del flow
Uno dei concetti che ci accompagnano è quello di flow: una condizione in cui il movimento non è semplicemente una successione di azioni, ma diventa un fluire continuo e consapevole. Il corpo si muove, ma contemporaneamente percepisce, ascolta, sceglie e si orienta. Il flow permette al danzatore di fare davvero una esperienza di continuità e di attraversare la danza come uno stato del corpo e non come un esercizio da imparare. Nello stato di flow infatti il movimento prima si produce e poi si conosce, e non viceversa.
Centralità della relazione
Nella Danza di Ricerca l’aspetto relazionale è fondamentale. L’altro non è semplicemente qualcuno con cui condivido la sala o con cui eseguo una sequenza di gesti o una sincronia di movimento. L’altro mi restituisce a me stesso perché attraverso la relazione con il diverso da me posso scoprire qualcosa che da solo forse non avrei incontrato. Lo sguardo, la presenza, il contatto, la vicinanza o la distanza, la risposta dell’altro aprono ogni volta possibilità inedite che diventano evolutive per ciascuno. Il gruppo diventa allora un’occasione per conoscere dinamiche nuove parti di sé.
Composizione, non coreografia
La coreografia può essere qualcosa che esiste prima e che il danzatore è chiamato a riprodurre. Nella composizione, invece, diamo valore a ciò che nasce nel presente vivo della danza: alle relazioni, alle scelte, agli incontri e alle possibilità che emergono mentre stiamo danzando. Per questo la Danza di Ricerca predilige pratiche di improvvisazione e instant composition alla memorizzazione di pattern di movimento codificati.
La Danza come percorso conoscitivo
La danza è un linguaggio che rivela. Ogni movimento rende visibile a noi stessi qualcosa del nostro modo di stare al mondo. Per questo ogni consegna, ogni esplorazione diviene un campo di aperto di interrogazione, un modo per conoscere le proprie risposte automatiche e quindi anche le proprie comfort zone e per superarla, rimetterla in gioco. Un vero danzatore porta la sua esperienza anche nel mondo, non solo in sala danza.
Ecco perché la Danza di Ricerca è un percorso diverso da un corso di danza tradizionale.
La premessa non è diventare bravi a fare qualcosa che è stato prestabilito, ma conquistare sempre maggior padronanza su di sé aprendosi alla possibilità e alla ricchezza del nuovo.


