Viandante, non c’è cammino, il cammino si fa camminando.
〜 Antonio Machado

Onda - Azione Danzata

Che cos'è il progetto Onda?

Non è uno spettacolo da imparare.
È un’esperienza da attraversare insieme.

Il progetto Onda – azione danzata è un progetto di danza di comunità che si struttura in un percorso semianriale di più incontri mensili tra ottobre e giugno. e che culmina in una performance sul Molo Audace a Trieste. 

Presentazione e calendario seminari

Presentazione
La presentazione dell’edizione 2026 | 2027 si terrà c/o KNULP bar il giorno 15 settembre alle 18.30 

Calendario seminari  di 7 incontri 2026 | 2027

28 novembre dalle 10 alle 13
09 gennaio dalle 10 alle 13
13 febbraio dalle 10 alle 13
13 marzo dalle 10 alle 13
03 aprile dalle 10 alle 13
08 maggio dalle 10 alle 13 
12 giugno dalle 10 alle 13
entro fine giugno performance finale 

Le lezioni in studio si tengono c/o Dancing House in via del monte 2 a Trieste.

Edizione 2025
Molo Audace 〜 Trieste

Cerchiamo persone, non danzatori.

Non è uno spettacolo da imparare.
È un’esperienza da attraversare insieme.

Onda – azione danzata è un progetto di danza di comunità aperto a tutti,
 qualunque età, qualunque corpo, qualunque storia. Non è terapia, non è un corso di danza, non è un gruppo che lavora sul benessere. È un progetto artistico con un obiettivo preciso: una performance alla quale si arriva attraverso il corpo, l’attenzione, il silenzio.

Al centro c’è un gesto semplice, quasi automatico: camminare. O meglio, camminare insieme, lentamente, in un contatto rispettoso ma allo stesso t
empo profondo, con chi ti sta accanto. Perché lo facciamo? Perché in quel passo rallentato succede SEMPRE qualcosa di inaspettato: ogni corpo ritrova un luogo di verità e presenza e insieme agli altri diviene capace di generare un organismo unico che si muove in modo sincronizzato che trasforma l’azione in gesto poetico. 

Le fasi del percorso: pedagogia del passo e performance.

Pedagogia del passo
5 incontri in studio
Il percorso comincia in studio. Tre incontri per imparare la qualità del movimento: la lentezza, il contatto, l’ascolto del corpo proprio e di quello accanto. Non si parla di danza — si fa. Non ci sono parole da trovare, ma un’attenzione da allenare. È il fondamento su cui si costruisce tutto il resto.

La performance
3 incontri compresa la prova generale
La seconda fase porta il gruppo sul Molo Audace. Qui si costruisce la coreografia, si prova, si affina. Il corpo impara a muoversi in quello spazio di confine tra terra, mare e cielo. Il percorso si conclude con la performance pubblica: circa un’ora, il Molo aperto, il pubblico libero di attraversare e abitare lo spazio insieme ai performer.

8 incontri. Nove mesi. Un’unica onda. 
Cerchiamo persone. Non danzatori, persone che vogliono rimettere il proprio corpo in gioco e avventurarsi in una esperienza straordinaria e altamente trasformativa. 

A chi è rivolto il progetto ONDA?

Il progetto coinvolge gruppo di persone di età diverse che non hanno necessariamente un background artistico o conoscenze pregresse nella danza o nello yoga, anche se, per il tipo di lavoro, il progetto rappresenta un’esperienza particolarmente feconda per danzatori, attori o performer e per tutti coloro che per ragioni professionali lavorano in contesti di relazione o di cura come counsellor, psicologi, insegnanti, fisioterapisti.

I requisiti richiesti per la partecipazione sono essere possessori di un corpo, avere una buona mobilità, essere disposti a mettersi in gioco integralmente in un lavoro artistico collettivo garantendo presenza e continuità.

I nuclei tematici. Parole che potenziano corpo, pensiero e visione.

Lentezza

La lentezza non è una riduzione della velocità, ma un cambiamento di qualità. Rallentare permette al corpo di diventare leggibile, di sentire il peso, il tempo, la direzione. Nella lentezza emergono micro-movimenti, aggiustamenti continui, scelte che normalmente restano invisibili. È una condizione che apre allo stupore e rende possibile un’attenzione vigile e partecipata.

Ascolto

L’ascolto non è solo uditivo: è corporeo. È la capacità di percepire ciò che accade, dentro e fuori, senza anticipare. Ascoltare significa restare disponibili alla variazione, accorgersi di un cambiamento prima di reagire. Nel lavoro, l’ascolto è ciò che permette al gesto di rimanere vivo e di restare in una relazione feconda e attiva con l’altro.

Passo

Il passo è l’unità minima del camminare. Non è solo ritmo, ma organizzazione motoria: significa sentire come il peso si distribuisce, come il corpo si auto-sostiene, come lo spazio viene attraversato. Rallentare il passo significa renderlo consapevole, trasformarlo da automatismo a scelta situata.

Relazione

La relazione non è solo con l’altro, ma anche con sé. È stare presenti al proprio corpo mentre si è presenti all’altro. Nel camminare abbracciati, la relazione non si impone: si costruisce nell’ascolto reciproco, nel rispetto delle differenze, nella coesistenza dei tempi. Essere in relazione significa sostenere e lasciarsi sostenere, una qualità che contempla controllo e abbandono.

Performance

La performance è il momento di restituzione al pubblico. Non come dimostrazione, ma come condivisione di un’esperienza singolare e collettiva. Ciò che viene mostrato non è un risultato spettacolare, ma possibilità di partecipare ad un processo che si rende visibile in ogni passaggio. La performance apre uno spazio di osservazione in cui anche lo sguardo del pubblico rallenta e partecipa.

Edizione 2024
Molo Audace 〜 Trieste

Le Fondatrici

Sara Todeschini

Insegna yoga e ha una formazione in lingue orientali con un approfondimento in ambito filosofico e religioso, in particolare del contesto indiano. Nel tempo, l’interesse teorico si è intrecciato sempre più con il lavoro sul corpo e con le pratiche somatiche, intese come strumenti di conoscenza diretta. Il corpo diventa così un luogo di esperienza che non passa attraverso il mentale, ma attraverso l’ascolto, la presenza e l’incarnazione. La sua ricerca si muove nello spazio tra pratica e riflessione, tra studio ed esperienza, mettendo al centro il corpo come campo di consapevolezza.

Marta Zacchigna

Diplomata al Centro Internazionale Movimento e Danza di Milano. Laureata Magistrale in Lettere (indirizzo Discipline dello Spettacolo) e in Filosofia con una tesi dal titolo “la danza tra visibile e invisibile”. Lavora come danzatrice e insegnante di danza promuovendo un metodo pedagogico (danzadiricerca), che utilizza la danza e altre pratiche fisiche come strumenti di auto-conoscenza. Collabora con diversi enti e istituzioni sia pubblici che privati: www.danzadiricerca.com

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Dancing House, via del monte 2 (Trieste) | Contattaci

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